Il manifesto di ProVita censurato dalla “cattolica” Raggi spopola sul web: boom di condivisioni




Il manifesto della onlus ProVita contro la mattanza di bambini, censurato dalla “cattolica” Virginia Raggi, spopola sui social. Boom di condivisioni nei profili di migliaia di utenti Facebook e Twitter. Chi difende il manifesto antiabortista di ProVita difende la libertà di espressione, la libertà di coscienza e soprattutto la libertà di pensarla diversamente da chi vuole imporre la folle ideologia della morte, con aborto ed eutanasia.

Sono bastate poche ore dall’annuncio che il maxi manifesto di ProVita (affisso legalmente lo scorso 3 aprile) era stato tolto dal Comune di Roma senza fornire spiegazioni, e più di un migliaio di sostenitori della onlus hanno già cambiato la foto del proprio profilo Fb, sostituendola con l’immagine della gigantografia censurata.

Accogliendo l’invito sul social, tantissimi hanno commentato e condiviso il post sulla pagina Facebook di ProVita: «Il Comune di Roma vuole toglierci la libertà di combattere per la vita. Se sei con noi contro questa violenza, cambia per due giorni la tua immagine di profilo, mettendo quella del maxi manifesto di ProVita che ci hanno strappato. Aggiungi #ioerocosì e rispondici con un commento. Saremo in tanti a manifestare, pacificamente, la nostra libertà di espressione. Grazie!».

Da venerdì pomeriggio, l’immagine del bambino a 11 settimane e la scritta «Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito», è diventata l’immagine di tantissimi utenti del social network.

Una campagna solidale con ProVita, come testimoniano i numerosissimi commenti: «Vergognosa la reazione di chi si è infastidito per un’immagine che inneggia alla vita e non all’omicidio!»; «Forza! Non mollate! Continuate il vostro impegno ProVita onlus siamo con voi»; «Anche io ero così. E sappia la signora Virginia Raggi che pure lei era così. #ioerocosì»; «Pensiero unico e nichilista sta distruggendo tutto, altro che libertà?» e tanti altri commenti. Per la maggior parte, però, sono stati cambi di immagine e invio dell’hashtag #ioerocosì. Una vera protesta pacifica, mentre ProVita già si è mossa annunciando il ricorso amministrativo contro l’ordine ingiusto del Comune.

«Il bambino di 11 settimane tornerà», ha annunciato il direttivo di ProVita. Su Facebook è già tornato, come nuovo profilo di migliaia di sostenitori della onlus.

Lo rende noto l’ufficio stampa di ProVita Onlus

con fonte NotizieProvita

redazione riscattonazionale.org