Salvini e Meloni contro il commercio di bambini, Vendola sbraita: “Gli italiani vogliono l’utero in affitto”




Il “mammo” Nichi Vendola, papà “surrogato” di un bambino sfortunato, prenotato e fabbricato attraverso la barbarie dell’utero in affitto, poi comprato, si scaglia contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini da sempre contrari a questo orribile mercimonio di donne e bambini, sfruttati dagli egoisti e prepotenti gay impossibilitati a procreare perché contro natura. Secondo il finto papà comunista gli italiani sarebbero favorevoli all’obbrobrio della “maternità surrogata”, un neologismo soft per definire un becero commercio di bambini e il traffico di carne umana. Ovviamente falso, la maggioranza degli italiani è contro i matrimoni gay e ancor più contro l’utero in affitto.

C’è una sinistra che esulta per la svolta “grillina” sul riconoscimento all’amagrafe dei figli di coppie omosessuali procreati con l’utero in affitto, come accaduto qualche giorno fa a Torino per iniziativa del sindaco Cinquestelle Chiara Appendino, seguita a ruota anche da Roma “grazie”, si fa per dire, a Virginia Raggi. Quella sinistra che esulta è la solita, quella di Nichi Vendola, astro declinante della politica ma padre di un bambino, Tobias, procreato in Canada con l’utero in affitto e riconosciuto dal suo compagno ma non trascritto all’anagrafe, per i motivi che lo stesso ex leader della sinistra spiega a “Repubblica“: «Due anni fa ci fu un tale clamore politico-mediatico sulla nostra scelta che non ce la sentimmo di mettere in una situazione di imbarazzo un funzionario. Abbiamo optato per la richiesta d’ adozione e poiché l’ atto di nascita di mio figlio è già stato trascritto non potremmo chiedere una nuova trascrizione… Il vuoto normativo va colmato, vanno rimossi gli ostacoli che possono ledere i diritti dei bambini…».

Il problema è che in Italia alcune forze politiche, di destra, ritengono vergognoso il ricorso al pagamento di cifre importanti, anche all’estero, per farsi “partorire” un bambino a richiesta, come fosse un negozio sempre aperto. Una pratica che ha poco a che vedere col riconoscimento dei diritti degli omosessuali e perfino con le coppie di fatto, ma quel “no” al mercimonio dei figli scatena l’ira di Vendola, che si scaglia contro il leader della Lega Matteo Salvini e Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia, secondo cuoio “l’utero in affitto è un reato universale”.

«Alterano – replica Vendola – il sentimento della maggior parte delle persone, rappresentano situazioni che spesso non corrispondono alla verità. Le famiglie arcobaleno sono una tra le possibili forme di realizzazione della genitorialità, rispetto a quella uomo-donna, da loro proposta, che risponde a una impostazione ideologica. Anche la scelta del termine “utero in affitto” è manipolatoria, la grava di un’ ipoteca morale pesante. Noi, come tutte le famiglie arcobaleno, non abbiamo “affittato un utero”, abbiamo costruito una relazione con delle donne che continuerà per tutta la vita, perciò quell’ espressione non rappresenta la nostra esperienza ed è profondamente offensiva».

Nessun chiarimento. da parte di Nichi, sul valore economico di quella bella relazione stabilita con le mamme dei figli di coppie gay, anche su quella del suo Tobias. Ma il problema è più generale, secondo Vendola. «Il fenomeno mercantile si sviluppa in Paesi poveri e soprattutto con coppie etero. Per questo non è stato oggetto di un dibattito pubblico, mentre ci si dovrebbe interrogare su cosa significa per la condizione Lgbt uscire dal ghetto e poter costruire percorsi di vita che comprendano la famiglia».

Con fonte Il Secolo D’Italia

Redazione riscattonazionale.org