Salvini: “Noi al Viminale per espellere i clandestini. I soldi per l’accoglienza li useremo per i rimpatri”




Matteo Salvini: “Noi al Viminale per espellere i clandestini. I soldi per l’accoglienza li useremo per i rimpatri”. Lo ha detto prima il leader del Carroccio in una nuova diretta su Facebook in cui fa il punto sulla trattativa coi 5 Stelle per il “contratto” di governo. “Entro oggi dovremmo chiudere col programma”, assicura ai suoi sostenitori, “E ho detto ai giornalisti che poi vorremmo avere il vostro parere sul programma e sulla squadra di governo”.

“Sono felice, ragioniamo non solo sui nomi ma sul futuro dell’Italia, in maniera corretta, costruttiva e positiva”, ha premesso Salvini, dicendosi disposto anche a rinunciare a Palazzo Chigi: “Sarebbe per me l’onore più grande del mondo”, ha assicurato, “Ma se avessi la certezza che andando al governo, anche non da premier, di poter fare cose utili per il Paese, mi metto in gioco e se serve faccio anche un passo di lato“.

Ma ad una condizione: avere i ministeri che permettano di realizzare i punti chiave del programma della Lega. E in particolare garantire rimpatri ed espulsioni dei clandestini: “Se parte un governo con la Lega all’Interno i cinque miliardi per l’accoglienza vengono quantomeno dimezzati, per metterli sul capitolo rimpatri ed espulsioni”, ha chiarito. “Sull’agricoltura e la pesca, l’impegno della Lega è sacro sulla tutela del made in Italy, quello vero”. Accordo fatto – a suo dire – anche sulla riforma delle pensioni: sarebbe stato trovato un punto di incontro su “come smontare la legge Fornero, restituendo il diritto al lavoro, alla vita, alla pensione e anche quello al futuro e ad una pensione dignitosa ai giovani”.

Quasi contemporaneamente il capo politico dei 5 Stelle annuncia ai giornalisti che sia lui che Salvini “sono pronti” a restar fuori dal governo se sarà necessario a sbloccare lo stallo. Anche se a chi gli chiede se entrambi siederanno nell’esecutivo, risponde: “Io me lo auguro, sarà metterci alla prova in prima persona”. Di certo il premier terzo – e il ministro dell’Economia – non sarà un tecnico “calato dall’alto”, ma una persona con un “mandato politico” e la “sensibilità” per attuare il contratto.

Almeno a sentire i due leader, insomma, la trattativa è a buon punto e potrebbe essere chiusa già oggi. Resta però ancora aperta la partita sul nome del nuovo presidente del Consiglio. Si stanno valutando – si apprende da fonti M5s – i nomi di eletti, parlamentari, ma anche un nome terzo. In ogni caso i due si presenteranno dal presidente Sergio Mattarella con un solo nome e solo dopo le consultazioni degli iscritti dei due gruppi

con fonte Il Giornale

Redazione riscattonazionale.org