Salvini zittisce i rosiconi Boldrini e Saviano: “Io un bandito? No, orgoglioso di difendere il popolo italiano”




Non è tardata ad arrivare la replica del ministro Matteo Salvini ai rosiconi di estrema sinistra, Boldrini e Saviano, che vogliono l’invasione e la sostituzione etnica del popolo italiano: “non sono né bandito, e né disperato, ma orgoglioso di difendere il popolo italiano”.

La replica di Salvini a Boldrini e Savianodeluderà gli amanti della polemica corrosiva, gli appassionati del diverbio social di provenienza istituzionale. Ma tant’è: il vento cambia, e pur sollevando nubi polemiche, non arriva più a gettare il fumo negli occhi…

Arriva da Fb la replica di Salvini a Boldrini e Saviano

Salvini chiude l’attracco nei nostri porti alle navi delle ong straniere che devono cambiare rotta, necessariamente: con sommo disappunto dei buonisti dem e con grave danno (economico) di chi, ammantandolo di spirito d’accoglienza, sul traffico di essere umani, ha costruito un business dell’ospitalità che da ieri, con il caso Aquarius, ha dovuto subire un duro contraccolpo. E Salvini, che si voglia o meno, è l’uomo che sta restituendo a tutti – migranti compresi – la dignità defraudata e calpestata da anni di finto interventismo e di falsa filantropia socio-culturale. Dura però riconoscerlo: e anche quando l’ammissione, tra i denti, è consumata, la si deve giustificare e in qualche modo modulare. Ma questo, il leader del Carroccio lo sa bene, e non finge di scoprirlo e di rendersene conto solo ora: per questo, in ore complesse ma gestite dal Viminale con fermezza e determinazione, ai suoi detrattori doc –l’ex presidente della Camera e lo scrittore di Gomorra – il ministro dell’Interno non le manda certo a dire, né si limita a ignorarne le invettive faziose e francamente inaccettabili. Così, sul suo profilo Facebook, Salvini in replica ai due Torquemada di turno, posta: «La Boldrini mi dà del “disperato” e Saviano del “bandito”… Orgoglioso di difendere la sicurezza degli italiani, a chi mi vuole male mando un sorriso e un bacione!»..

Né bandito, né disperato: orgoglioso di difendere gli italiani

Non raccoglie, insomma, e tira dritto con la barra del timone sulla rotta delineata nelle settimane dell’accordo di governo: quelle che, nel contratto firmato e sottoscritto da Lega e 5 Stelle, annunciavano le nuove coordinate sull’immigrazione. Del resto, come noto, governare e controllare – e, soprattutto, smettere di subire – i flussi migratori  divenuti ormai e non da ieri, al di là di annunci-spot, raffronti percentuali, picchi e cali, incessanti… E un problema ad esclusivo appannaggio del Belpaese. Un problema che anni di esecutivi dem – da Letta a Renzi, e da Renzi a Gentiloni – hanno incistato e metastatizzato, senza riuscire ad acclarare una diagnosi e a individuare una terapia idonea. Un problema che presenta implicazioni politiche, giuridiche, economiche, culturali, religiose, diplomatiche, militari, morali,e  di cui nessuno – specie stando a quanto fin qui fatto e, soprattutto, non fatto – può vantarsi di possedere una ricetta universale; fermo restando che chi ha responsabilità di governo deve provvedere a due ordini di provvedimenti: uno legato alle emergenze, l’altro a più lunga gittata.

Con fonte Il Secolo D’Italia

redazione riscattonazionale.org