Stuprò e uccise una 14enne: il “profugo” iracheno aveva già violentato una bambina di 11 anni lo scorso marzo




Nuovi dettagli sul caso di cronaca che ha rischiato di far cadere il governo di coalizione Merkel. La bestia irachena, sedicente profugo, che ha strutturato e ucciso una ragazzina di 14 anni, Susanna Feldmann, aveva già violentato una bambina di 11 anni in un centro di accoglienza lo scorso marzo. Ma nessuno l’ha espulso.

La sua storia aveva sconvolto la Germania. Una Germania, peraltro, già sull’orlo di una crisi di nervi (politica) sulla questione migranti. Il ministro dell’Interno Seehofer e Angela Merkel hanno trovato un compromesso, ma la crisi è stata davvero vicina.

Nel suo discorso ai dirigenti della Csu, Seehofer aveva citato anche la storia della piccola Susanna, la 14enne stuprata e uccisa – secondo l’accusa – da un profugo. “Non posso assumermene la responsabilità” come ministro, ha detto Seehofer.

Susanna Feldmann, 14 anni, capelli neri, a inizio giugno è stata ritrovata cadavere dagli inquirenti di Wiesbaden, 17 chilometri lontana dalla sua casa a Magonza. Era stata data per dispersa il 22 maggio, dopo essere uscita con delle amiche. Secondo la Procura, l’adolescente sarebbe stata rapita, stuprata e infine ammazzata da un migrante iracheno di 21 anni, Ali Bashar, insieme ad un complice. L’avrebbero strangolata e seppellita in modo che nessuno potesse trovarla. Per rinvenire il cadavere era stato necessario l’aiuto di un altro richiedente asilo afghano, 14enne, che aveva indicato agli inquirenti il luogo della sepoltura.

Per provare a sfuggire alla cattura l’iracheno, scriveva la Bild a giugno, “era fuggito con la sua famiglia nel Paese d’origine”. Per superare i controlli all’aeroporto avrebbero usato generalità differenti da quelle inserite nel biglietto. Da Dussendolf sarebbe arrivato a Erbil, passando da Istanbul. Solo dopo qualche giorno le autorità dell’Iraq (su richiesta di quelle tedesche) sono riuscite a rintracciarlo e a catturarlo. Nel frattempo, la polizia aveva fermato un altro richiedente asilo 35enne, questa volta turco, sospettato anche lui di aver ucciso la ragazza. Entrambi vivevano in un centro profughi a Wiesbaden. La richiesta di asilo di Ali, dei genitori e dei suoi cinque fratelli era stata respinta, ma la famiglia si trovava ancora in Germania in attesa del giudizio in appello.

Ora, però, sul passato del giovane profugo emrgono nuove ombre. È infatti accusato anche dello stupro di una bambina di 11 anni. Secondo la Procura il 21enne avrebbe violentato a marzo la piccola in un centro per rifugiati a Wiesbaden, nell’ovest della Germania. Con lui è accusato anche un adolescente afghano, lo stesso che nel giugno scorso aveva denunciato alla polizia lo stupro e l’uccisione di Susanna.

Con fonte Il Giornale

redazione riscattonazionale.org