Arrivano le ruspe anche per i “terroristi” dei centri sociali: a Torino arrestati 15 violenti estremisti di Askatasuna




Si accendono le ruspe anche per i terroristi antifascisti dei centri sociali. A Torino arrestati 15 violenti teppisti del centro sociale Askatasuna a seguito delle denunce per le devastazioni del 1 maggio dello scorso anno.

Quindici arresti sono stati eseguiti dalla Digos  questa mattina dalla polizia di Torino nei confronti di esponenti del centro sociale Askatasuna. Nove sono arresti domiciliari e sei gli obblighi di firma.

Le misure cautelari sono relative ai disordini che si erano verificati durante il corteo del primo maggio dello scorso anno quando un gruppo di manifestanti aveva cercato di forzare il cordone delle forze dell’ordine e raggiungere piazza San Carlo dove erano in corso gli interventi dei rappresentanti sindacali. Ad annunciare l’operazione un messaggio su Fb del centro sociale. “Grossa operazione repressiva questa mattina a Torino – si legge –  Polizia dentro l’askatasuna e a casa di diversi di compagni. Appello ad accorrere tutti sotto l’Aska appena possibile!’.

Le indagini, coordinate dalla Procura torinese, sono state condotte dalla Digos anche attraverso l’esame di numerosi filmati. Nel corso delle perquisizioni nel centro sociale Askatasuna sono stati sequestrati tre manici di piccone tagliati e avvolti in drappo rosso, una maschera di Anonymous, una mazza da baseball in legno, una roncola di ferro, tre coltelli di cui uno a scatto e un berretto di ordinanza da carabiniere. Secondo l’accusa, gli indagati, in occasione del corteo del Primo maggio 2017, in testa allo spezzone antagonista, tentavano di forzare il cordone delle forze dell’ordine. In particolare, i 15 militanti di Askatasuna si sarebbero resi responsabili di azioni violente colpendo le forze dell’ordine con calci, bastoni e ombrelli e lanciando aste di legno e metallo, bottiglie di vetro e uova.

“Le indagini hanno confermato che c’è stato un attacco studiato nei confronti delle forze dell’ordine”, ha sottolineato il questore di Torino Francesco Messina che ha poi ribadito: “La manifestazione del pensiero dissenziente va costituzionalmente garantita. Ma c’è un limite quando il comportamento da dissenziente diventa penalmente rilevante”.

Con fonte Il Secolo D’Italia

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